La cremazione con acqua
L'idrolisi alcalina
In un periodo storico dove l’attenzione verso il cambiamento climatico e l’ambiente è sempre più forte, non stupisce il fatto che esistono metodi alternativi anche alla cremazione. Infatti, in Sudafrica, l’arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace nel 1984, scelse per sé questo metodo innovativo, proprio per motivazioni legate all’ambiente.
La tecnica dell’idrolisi alcalina (biocremazione, cremazione verde o cremazione con l’acqua) sottopone la salma a un trattamento fisico e chimico inserendola in un grosso macchinario che calcola le proporzioni tra acqua e idrossido di potassio, per rendere il pH dell’acqua estremamente basico. La temperatura viene quindi alzata fino a 152 °C circa. I tessuti del corpo a queste temperature e condizioni chimiche si sciolgono completamente. Il liquido viene defluito e il restante – le ossa – vengono polverizzate e consegnate ai familiari.
Questa tecnica ideata negli anni Novanta negli Stati Uniti è nata in primis per la gestione dei resti animali, e nel corso degli anni Duemila l’uso della tecnica si è amplificata e arrivata ad essere utilizzata dalle agenzie funebri per la gestione delle salme.
Quali sono allora le differenze sostanziali tra la cremazione tradizionale e la biocremazione?
Nella cremazione tradizionale il corpo viene decomposto attraverso alte temperature e nel corso di due ore circa. Con l’utilizzo del fuoco viene emesso gas serra e si contribuisce allora all’inquinamento atmosferico (in aggiunta alle sepolture tradizionali che occupano suolo e per le quali vengono utilizzati materiali non biodegradabili).
Per l’impatto ambientale della biocremazione si fa riferimento solo all’utilizzo dell’elettricità per il funzionamento dei macchinari. L’emissione di gas serra risulta essere del 35% in meno rispetto alla cremazione tradizionale (secondo un’analisi citata da Resomation, azienda britannica). Inoltre: “Bio-Response Solutions, che si occupa di strumenti e servizi di questo tipo in Indiana, dice che la cremazione con l’acqua fa risparmiare il 90 per cento dell’energia impiegata per dissolvere un corpo con il tipo di cremazione più conosciuta”, citando un articolo del Post.
Questa tecnica innovativa di cremazione sembrerebbe essere più vantaggiosa non solo a livello ambientale, bensì anche economico, risultando meno cara di una cremazione tradizionale al fronte dei cosiddetti “costi ambientali”.